Mihail, ha lasciato la Bulgaria quasi trent’anni prima per costruirsi una nuova vita a Montréal. Specialista d’arte, viene incaricato da un importante collezionista di verificare l’autenticità delle opere di Nina, una bambina bulgara di otto anni diventata improvvisamente virale grazie ai suoi dipinti. Per Mihail, quella che sembra una semplice missione professionale si trasforma così in un viaggio molto più profondo. Tornare nel Paese che ha abbandonato significa infatti riaprire un capitolo della propria vita che credeva definitivamente chiuso e confrontarsi con una memoria fatta di assenze, identità e legami familiari. L’incontro con Nina, bambina sorprendentemente consapevole e dotata di uno sguardo fuori dal comune, riporta inoltre alla luce il ricordo della figlia Roza, lasciata a sua volta alle prese con le conseguenze di una storia familiare e migratoria complessa. Attraverso il mistero legato all’autenticità dei quadri di Nina, il film costruisce progressivamente un racconto sospeso tra realtà e dimensione interiore, nel quale il mondo dell’arte diventa lo spazio attraverso cui interrogarsi sul valore delle immagini, sulla loro commercializzazione e, più profondamente, sul valore che attribuiamo alle persone e alle loro storie.
