Schede primarie

Il documentario unisce lo sguardo generale sulla questione con quello particolare, che studenti (e loro famiglie) e docenti vivono ogni giorno. A cominciare dal caso di Lorenzo Varaldo, da anni dirigente scolastico dell’Istituto Sibilla Aleramo di Torino (che comprende elementari e medie): lui preferisce essere chiamato “preside”, o meglio “direttore didattico”. In questa scelta, apparentemente banale, c’è invece un’idea precisa ed estremamente consapevole di mondo e di lotta. La lotta per impedire la distruzione dell’istruzione pubblica, la sua “aziendalizzazione”, che Lorenzo vede attuarsi da ormai quarant’anni. Una distruzione che viene da molto lontano, come spiegano docenti, filosofi ed esperti italiani e internazionali: dagli Stati Uniti di fine Ottocento, passando per l’Unione europea degli anni ’90 e infine dalle riforme della scuola in Italia a partire da quella dell’autonomia di Bassanini (1997) e Berlinguer (2000). Le voci del film illustrano come le conseguenze di questo passaggio alle nuove norme pedagogiste puerocentriche, della scuola delle competenze e non più delle conoscenze, siano chiare: gli insegnanti sono sempre più precari e dunque anche meno autorevoli; le strutture scolastiche, quando non fatiscenti, hanno continui problemi nelle aule e nelle risorse; le famiglie sono chiamate a scegliere tra prodotti e “offerte formative”, come clienti in un mercato; i livelli di insegnamento e apprendimento sono abbassati, i ragazzi sono sempre meno preparati. Come fotografano gli studi OCSE: “il rendimento medio nei Paesi OCSE è sceso negli ultimi anni di 15 punti in matematica e di 10 punti in lettura. Ciò equivale all’incirca a mezzo anno scolastico in lettura e a tre quarti di anno scolastico in matematica”. E come il sistema scolastico di oggi metta così in dubbio i principi espressi nella Costituzione del diritto allo studio - per tutti i capaci e meritevoli, “anche se privi di mezzi” - e dei compiti dello Stato - “di rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale che limitino la libertà e l'eguaglianza dei cittadini”. Nella scuola di cui il protagonista Lorenzo è dirigente, si tenta di ovviare a questa deriva, una scuola - non a caso - ai primi livelli di istruzione.