Schede primarie

Figlia di Rudy Bier, un ebreo tedesco rifugiatosi in Danimarca durante l'occupazione nazista, e di Henny Bier, danese di origini ebreo russe, Susanne Bier incarna il modello cosmopolita e moderno della tradizione europea. Susanne si laurea in architettura ma decide di studiare cinema all'estero, a Londra e Gerusalemme. Sposa un regista (da cui ha un figlio, Gabriel), poi un attore svedese (sua figlia Alice ha la doppia nazionalità ed è bilingue), poi un musicista. Il suo cinema riflette appieno questa forma di libertà e di spazio a partire da subito, con FAMILY MATTERS, storia di incesto tra fratello e sorella, tra Copenhagen e un paese remoto del Portogallo. La regista si sposta poi in Svezia, per girare PENSIONAT OSKAR, incentrato su una famiglia piccolo borghese in una località di vacanza, in cui i legami iniziano a vacillare quando il padre e marito scopre di essere attratto da un bagnino.
Il grande successo nazionale arriva con THE ONE AND ONLY, una commedia che non riesce a valicare i confini della Scandinavia, ma attira su Susanne l'attenzione dell'industria nel suo paese. Di nuovo al centro dell'azione troviamo due famiglie, problemi di adozione e una bambina che arriva dal Burkina Faso. La commedia successiva Susanne la gira in Svezia - è la storia di una giovane sfigata che sogna di cantare in Eurovisione - e il titolo la dice lunga: ONCE IN A LIFETIME.
È OPEN HEARTS, tuttavia, a segnare la svolta critica internazionale, vincendo il Fipresci al festival di Toronto, riscuotendo un ottimo successo a San Sebastián e lanciando Susanne e il suo protagonista, Mads Mikkelsen, nel firmamento delle star europee. Si tratta di una storia lacerante, in cui un uomo giovane e bello viene travolto da una macchina e rimane paralizzato a vita. L'incidente cambierà anche le vite degli altri, della sua compagna, dell'automobilista distratta e del medico che lo cura. Per certi aspetti OPEN HEARTS racchiude tutto il lavoro precedente di Susanne e anticipa i film che farà in seguito. Come per NON DESIDERARE LA DONNA D'ALTRI, DOPO IL MATRIMONIO, NOI DUE SCONOSCIUTI e IN UN MONDO MIGLIORE, sotto la lente d'ingrandimento non c'è mai solo il personaggio- motore della vicenda. Un'azione scatena più reazioni e la traiettoria di un personaggio cambia le traiettorie degli altri.
L'Afghanistan di NON DESIDERARE LA DONNA D'ALTRI è l'altrove che sconvolge la vita del soldato Ulrich Thomsen, di sua moglie Connie Nielsen e di suo fratello Nikolaj Lee Kaas. Quando Thomsen è costretto a ammazzare un suo commilitone in un campo di prigionia talebano, si scatena una serie di lutti morali, pubblici e privati. Oltre a essere un successo critico, il film si afferma anche al botteghino: funziona in patria, in America, Germania, Italia e Spagna, vince il Sundance Festival, vince San Sebastián e una sfilza di premi nazionali. Per l'industria americana, Susanne Bier è una da tenere d'occhio. Il soggetto del film viene opzionato e qualche anno dopo esce un remake diretto da Jim Sheridan con Jake Gyllenhaal e Natalie Portman.
La ricerca di un equilibrio interiore, la fuga e la riappacificazione sono centrali in DOPO IL MATRIMONIO, dove Mads Mikkelsen, per dimenticare se stesso, si occupa di orfani in India, un altrove lontano in cui i drammi degli altri nascondono quelli personali. Il film ottiene una candidatura all'Oscar e vale un contratto con la Paramount per Susanne, che girerà con Benicio Del Toro e Halle Berry NOI DUE SCONOSCIUTI, il primo film che non porta la firma tra gli sceneggiatori né di Susanne né di Anders Thomas Jensen, suo stretto collaboratore e amico (nonché regista di culto di GREEN BUTCHERS e LE MELE DI ADAMO).
Con IN UN MONDO MIGLIORE, Susanne ottiene un enorme riconoscimento internazionale e, grazie all'Oscar e al Golden Globe come Miglior film straniero, il film diventa un caso in tutto il mondo. A sancire il legame speciale della regista con l'Italia, c'è anche l'assegnazione del Gran Premio della Giuria e del Premio del Pubblico al Festival Internazionale del Film di Roma.
Dopo la commedia LOVE IS ALL YOU NEED (2012), girata in Italia, e la produzione hollywoodiana UNA FOLLE PASSIONE (2013), Susanne Bier è tornata in Danimarca per SECOND CHANCE, presentato in anteprima a Toronto e al Torino Film Festival.